Leggete qui, vi prego!

Sarò breve. Se sono riuscito ad attirare la vostra attenzione (grazie ad un bel titolo o semplicemente con l’articolo) volevo proporre un problema primario sui  lettori. Alcuni lettori difatti, vedendo un testo si comportano in modo diverso a seconda della lunghezza. Molte volte capita che se il testo sia breve (ad esempio una poesia) e lo leggono tutto, altrimenti se è più lungo di 10 righe spesso evitano di leggerlo. Basti vedere il numero di *mi piace* per ogni brano. Pertanto vorrei che chi leggesse i testi, non si soffermasse solo sulla lunghezza, ma sul contenuto, perché spesso in più di dieci righe si possono trovare bellezze senza fine. Cari saluti, lettori.

 

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12 pensieri riguardo “Leggete qui, vi prego!

  1. La poesia non sempre avvicina i lettori. Molti lettori preferiscono lunghissimi post su fatti personali, magari un pò scabrosi, piuttosto che una poesia. Io ho notato che ci sono blogger che scrivono post lunghissimi ( e per me noiosissimi) eppure hanno molto seguito. Quindi credo che la differenza la faccia proprio il genere di post che si pubblica. Magari se tu scrivessi della vita tua, di cosa fai a letto con qualcuna, di cosa cucini oggi, di come seduci le donne, forse avresti più possibilità. Se ti preme avere lettori allora sappi che la poesia è un genere dei meno letti e te lo dice uno che scrive solo questo nei suoi blog .)

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    1. Come sei cara, il mio obbiettivo è comunque quello di sognare, non cerco seguaci appassionati senza cervello, preferisco lettori consapevoli, anche pochi, che quando scrivo un bel testo complimentano, ma *soprattutto* che quando scrivo brutte composizioni mi facciano notare la brutalità e le scorrettezze

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  2. È molto vero e molto giusto. Troppi lettori si lasciano influenzare dalla lunghezza dei post, ma raramente è possibile dir tutto ciò che si ha da dire in poche righe – a meno che, come hai ricordato, non si tratti di una poesia. La cosa, però, pare verificarsi più su Internet che nella realtà: le librerie pullulano di romanzoni da almeno trecento pagine, spesso in trilogie, quadrilogie, cicli… Sulla rete ci stiamo “twitterizzando”…

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