Lettera d’amore

La bellezza del suo volto, paragonabile a nessun’altra. Aveva uno sguardo dolce, dei lineamenti docili, come uscita da una fabbrica, ma con l’intimità di un uomo. Non si prostituiva (moralmente), non l’avrebbe mai fatto. La cosa che più mi  colpì era il rossetto. Aveva vita, forma, colore, un dolce bacio appassionato sarebbe bastato. Gli occhi scuri, come il retrogusto della sua anima, possedevano ciò che a lei mancava. Aveva un naso, dopotutto accettabile, sì, ma stonava con il resto del volto e le conferiva un’ aria umoristica. La sua voce era libera, le sue parole erano suoni svincolati dalle leggi della precisione espressiva. Però, facevano sognare, eccitare e si seguivano con una facilità pericolosa, quasi per indurti in inganno. Inutile argomentare rispetto le sue doti fisiche, o cos’ altro possedesse. Resta il fatto che le volavano intorno, non solo i maschi accaniti, anche io, che il migliore non ero. Eppure pensavo di possedere una speranza. “La speranza  è l’ultima a morire” anche se ritengo che ce la porteremo anche in tomba… nonostante tutto questa speranza la possedevo, nessuno la rubava. Ero un povero ingenuo, un individuo senza speranze, ascoltavo le parole di quella come incantato dalle sirene, troppo innamorato per vedere la realtà. Per fortuna non ero l’unico stupido, a credere ancora alle favole. Lei godeva di quella situazione, si prendeva i complimenti e continuava a parlare. Talvolta arrossiva, talvolta rispondeva, ma sempre era superiore agli altri. Pendevo dalle sue labbra, provavo invidia e gelosia. Questo non è amore, è stupidità. Come piccole formiche davanti ad un disinfestatore. Poi d’improvviso, tutto finì, il tempo passò, la gente se ne andò. Solo io rimasi a fissarla, lei a fissare me. Situazioni da serie televisive, noiose e patetiche. Così in un’attimo ero diventato una vittima, la preda per l’essere che tanto adoravo. Basterebbe semplicemente chiamarla donna, ma non era accettabile. Sminuiva il suo ego, non lo accettavo. Così fui sua preda, mi piacque a dir poco. Quando meno me lo sarei aspettato ottenni il bacio. Non so il perché, ne il come, ma lo sentii sulle labbra. Era bastato un bacio a rianimarmi, la paura era passata, l’amore per lei era appena cominciato.

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